La guida per scegliere il miglior ferro da stiro

Stirare o non stirare? È un bel dubbio, c’è chi si rilassa distendendo i capi stropicciati e chi semplicemente no, lanciando sui social campagne di sensibilizzazione per la tolleranza verso i capi sgualciti. E poi c’è chi non può farne a meno e cerca di acquistare il giusto elettrodomestico che risponda adeguatamente all’uso che ne intende fare.

Per tutti abbiamo stilato questa guida per scegliere il miglior ferro da stiro in modo da offrire le risposte ai quesiti essenziali e offrire un punto di partenza da cui poi poter fare la spesa più indicata in base ai propri bisogni e necessità. Una volta scelto puoi consultare prezzi e promozioni sul sito www.ferrodastirotop.com.

Erogazione del vapore

I ferri da stiro più venduti sono quelli più economici e semplici, probabilmente anche perché sono quelli che si rompono per primi e vanno sostituiti spesso. Prestare la dovuta cautela quando si sceglie questo tipo di strumento può consentire di effettuare un investimento che si ripaga con il tempo. Se si confrontano i prezzi, salterà subito all’occhio che un ferro da stiro che costa intorno ai 20 euro avrà una capacità di generare vapore non paragonabile con i ferri di alta gamma, per lo più dotati di caldaia esterna.

La potenza del vapore sprigionato, espresso in grammi per minuto di lavoro, è direttamente responsabile della facilità con cui le pieghe vengono via dai tessuti più stropicciati. Un ferro da stiro con una potenza al di sopra dei 70 gr si considera affidabile, mentre al di sotto ha prestazioni piuttosto deludenti.

Anche la differenza di erogazione cambia la fluidità dell’uso: il vapore può essere continuo o variabile, nel primo caso un getto di vapore esce costantemente dagli ugelli della piastra riducendo l’attrito con la stoffa e scorrendo più veloce sui vestiti, nel secondo caso è opportuno considerare se la piastra è di un materiale conduttore, come l’alluminio per esempio, che ridurrebbe comunque la difficoltà di scorrere tra le grinze.

Un altro dato da tenere in considerazione è la capacità, espressa in grammi per minuto, che raggiunge il colpo di vapore, cioè il massimo di erogazione possibile raggiunta dal ferro in un determinato momento, di solito premendo l’apposito pulsante. Questo dettaglio permette di sapere su quanta potenza extra poter contare per fissare le pieghe delle pences o dei polsini delle camicie.

Con o senza caldaia?

Prima di chiederti quale ferro da stiro comprare, prova a immaginare il tipo di uso che intendi farne. L’armadio è pieno di camicie o di magliette di maglina? Preferisci gli abiti di cotone o il sempiterno poliestere? In base alla risposta che ti stai dando saprai se ti si addice di più un modello semplice con tanica incorporata che di solito ha una capacità che va dai 150 a 350 ml, oppure preferisci orientare la tua scelta verso un modello dotato di caldaia, quindi con una maggiore capacità di erogare vapore, che in base alla tecnologia supportata può consentire il rabbocco continuo o no.

Il ferro da stiro combina l’azione dell’alta temperatura all’emissione di vapore acqueo per distendere le fibre dei capi strapazzati da centrifuga o asciugatrice. Il vapore, oltre a reidratare leggermente il tessuto, crea uno strato cuscinetto che annulla l’attrito tra la piastra e la stoffa, facilitando lo scorrimento del ferro sui capi col risultato di accelerare il lavoro. Alcuni ferri particolarmente sofisticati consentono di non dover regolare la temperatura della piastra in base al tipo di stoffa da stirare, perché il vapore genera una protezione sufficiente per non rischiare di bruciare e danneggiare i capi.

Sistema anticalcare

La continua esposizione della caldaia e dei meccanismi interni del ferro all’azione d’acqua ad alta temperatura accelera la formazione di residui calcarei all’interno. Il calcare genera l’occlusione degli ugelli e con il tempo anche la corrosione delle parti non a vista del ferro, sulle quali è difficile intervenire, causando l’inservibilità dell’attrezzo.

Anche chi stira poco dovrebbe tenere in considerazione il fatto che, seppure in disuso, il ferro subisce l’aggressione del calcare rendendosi inservibile al momento del bisogno.

Nella nostra recensione trovano posto soprattutto quei modelli in grado di funzionare eliminando autonomamente il calcare al loro interno. Alcuni modelli sono dotati di meccanismo che catalizza su di sé le particelle di minerale dall’acqua, così da tenere sotto controllo facilmente la pulizia delle parti interne del ferro e dei fori sulla piastra.

In altri casi è sempre consigliabile usare acqua demineralizzata, da comprare specificamente oppure, se si vuole usare quella del rubinetto, da filtrare con appositi dispositivi. Un trucco per abbattere ulteriormente i costi è quello di riciclare l’acqua del condizionatore o quella che si accumula sbrinando il frigo, naturalmente sprovvista di minerali e impurità.

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